Inflammaging: cos'è, come riconoscerlo e perché accelera l'invecchiamento della pelle
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Inflammaging: cos'è, come riconoscerlo e perché accelera l'invecchiamento della pelle
Perché alcune persone mostrano rughe, perdita di luminosità e rilassamento cutaneo molto prima del previsto? La risposta non dipende soltanto dall'età anagrafica. Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha identificato un fenomeno chiamato inflammaging, una condizione caratterizzata da una lieve ma persistente infiammazione cronica che, nel tempo, contribuisce all'invecchiamento della pelle e dell'intero organismo.
Non si tratta di un'infiammazione evidente come quella provocata da una ferita o da un'infezione, ma di un processo silenzioso che può protrarsi per anni senza sintomi immediatamente riconoscibili. Durante questo periodo vengono prodotti mediatori infiammatori e radicali liberi che possono favorire la degradazione del collagene, compromettere l'elasticità cutanea e alterare la funzione della barriera della pelle.
Comprendere l'inflammaging significa capire che la skincare moderna non dovrebbe limitarsi a trattare rughe già presenti, ma dovrebbe contribuire a preservare l'equilibrio della pelle nel tempo attraverso una routine costante, uno stile di vita sano e ingredienti cosmetici scelti con criterio.
In questa guida scoprirai:
- che cos'è realmente l'inflammaging;
- perché accelera l'invecchiamento cutaneo;
- quali sono le cause principali;
- come riconoscere i primi segnali;
- quali ingredienti possono aiutare a mantenere la pelle in buone condizioni;
- come costruire una skincare routine orientata alla longevità della pelle.
Che cos'è l'inflammaging?
Il termine inflammaging nasce dall'unione delle parole inglesi inflammation (infiammazione) e aging (invecchiamento). Descrive un fenomeno biologico nel quale l'organismo mantiene nel tempo un livello molto basso ma continuo di infiammazione.
Questa risposta infiammatoria non ha la funzione protettiva tipica delle infiammazioni acute. Al contrario, quando persiste per mesi o anni può contribuire gradualmente al deterioramento dei tessuti, compresa la pelle.
Dal punto di vista cutaneo, l'inflammaging può favorire:
- perdita di elasticità;
- comparsa precoce delle rughe;
- incarnato spento;
- maggiore sensibilità cutanea;
- alterazione della barriera protettiva;
- riduzione della capacità di riparazione della pelle.
L'inflammaging è oggi considerato uno dei principali meccanismi biologici coinvolti nell'invecchiamento della pelle e rappresenta uno dei motivi per cui la cosmetologia moderna dedica sempre più attenzione alla protezione della barriera cutanea, agli antiossidanti e agli ingredienti ad azione lenitiva.
Infiammazione acuta e infiammazione cronica: qual è la differenza?
Per comprendere l'inflammaging è importante distinguere due tipi di infiammazione.
Infiammazione acuta
L'infiammazione acuta rappresenta una risposta naturale e benefica del nostro organismo. Compare quando ci procuriamo un taglio, una scottatura o veniamo a contatto con un agente infettivo.
I segni classici sono:
- rossore;
- calore;
- gonfiore;
- dolore.
Una volta eliminata la causa, l'infiammazione si risolve e il tessuto inizia il normale processo di guarigione.
Infiammazione cronica di basso grado
L'inflammaging è invece associato a una forma di infiammazione molto diversa.
Non provoca necessariamente dolore o arrossamenti evidenti, ma mantiene il sistema immunitario in uno stato di continua attivazione.
Con il passare del tempo questo equilibrio alterato può aumentare lo stress ossidativo, favorire il danno cellulare e ridurre l'efficienza dei normali meccanismi di riparazione della pelle.
Perché l'inflammaging accelera l'invecchiamento della pelle?
La pelle è continuamente esposta ad agenti esterni come radiazioni ultraviolette, inquinamento atmosferico, variazioni climatiche e sostanze irritanti. Contemporaneamente deve affrontare fattori interni quali cambiamenti ormonali, alimentazione, stress psicologico e naturale processo di invecchiamento.
Quando questi stimoli persistono nel tempo, le cellule cutanee possono produrre quantità maggiori di molecole pro-infiammatorie e specie reattive dell'ossigeno, comunemente chiamate radicali liberi.
Questo processo può influire negativamente su:
- collagene;
- elastina;
- acido ialuronico naturalmente presente nella pelle;
- barriera cutanea;
- idratazione fisiologica.
Il risultato può tradursi in:
- rughe più marcate;
- perdita di tono;
- pelle meno luminosa;
- maggiore secchezza;
- colorito non uniforme;
- sensazione di pelle fragile.
Per questo motivo oggi molti esperti parlano di slow aging o skin longevity: l'obiettivo non è eliminare il normale invecchiamento, ma contribuire a mantenere la pelle in equilibrio il più a lungo possibile.
Il ruolo dello stress ossidativo
Uno dei principali protagonisti dell'inflammaging è lo stress ossidativo.
I radicali liberi vengono prodotti naturalmente durante il metabolismo cellulare, ma possono aumentare sensibilmente a causa di:
- esposizione solare eccessiva;
- inquinamento;
- fumo;
- stress cronico;
- alimentazione ricca di zuccheri e alimenti ultraprocessati;
- scarso riposo notturno.
Quando la produzione di radicali liberi supera la capacità dell'organismo di neutralizzarli attraverso i sistemi antiossidanti, può verificarsi uno squilibrio che contribuisce al danneggiamento delle strutture cellulari.
Nel tempo questo fenomeno può favorire la perdita di compattezza, elasticità e luminosità della pelle.
La pelle è un organo intelligente
Per molti anni la skincare si è concentrata soprattutto sulla correzione degli inestetismi visibili. Oggi la ricerca scientifica considera la pelle un organo complesso, dotato di sofisticati sistemi di difesa e comunicazione.
Ogni giorno miliardi di cellule collaborano per:
- mantenere integra la barriera cutanea;
- limitare la perdita d'acqua;
- difendersi dagli agenti esterni;
- riparare i piccoli danni quotidiani;
- preservare il microbiota cutaneo.
Quando questi meccanismi vengono messi continuamente sotto pressione, la pelle può perdere progressivamente la propria capacità di mantenersi in equilibrio. È proprio questo terreno biologico che favorisce l'inflammaging.
Perché oggi si parla tanto di inflammaging?
Negli ultimi anni la ricerca sull'invecchiamento ha cambiato prospettiva. Invece di concentrarsi esclusivamente sulle rughe già presenti, sempre più studi cercano di comprendere i processi biologici che precedono la loro comparsa.
L'inflammaging rappresenta uno dei concetti più interessanti emersi in questo campo perché collega fattori ambientali, stile di vita e salute della pelle.
Prendersi cura della pelle significa quindi adottare una visione più ampia: protezione solare quotidiana, cosmetici formulati con ingredienti mirati, detersione delicata, alimentazione equilibrata, sonno adeguato e gestione dello stress possono contribuire a preservare nel tempo il benessere cutaneo.
Nel prossimo capitolo analizzeremo nel dettaglio tutte le cause dell'inflammaging, i fattori che lo favoriscono e perché alcune abitudini quotidiane possono accelerare il processo molto più dell'età anagrafica.
Quali sono le cause dell'inflammaging?
L'inflammaging non dipende da un singolo fattore. È il risultato dell'interazione tra genetica, ambiente, stile di vita e fisiologia della pelle. Ogni giorno il nostro organismo affronta migliaia di piccoli stimoli che, se persistenti, possono mantenere attivi i processi infiammatori di basso grado.
La buona notizia è che molti di questi fattori sono modificabili. Comprenderli rappresenta il primo passo per proteggere la pelle e favorire uno slow aging sano.
1. Raggi UV: il principale acceleratore dell'invecchiamento cutaneo
Tra tutte le cause dell'inflammaging, l'esposizione ai raggi ultravioletti rappresenta probabilmente quella più importante.
I raggi UVA penetrano in profondità nel derma e possono favorire:
- formazione di radicali liberi;
- degradazione del collagene;
- riduzione dell'elastina;
- comparsa di macchie cutanee;
- perdita di tono;
- rughe precoci.
I raggi UVB, invece, sono principalmente responsabili delle scottature e possono aumentare ulteriormente la risposta infiammatoria della pelle.
Ecco perché la protezione solare quotidiana è considerata uno dei gesti più efficaci per contrastare l'invecchiamento precoce.
2. Inquinamento atmosferico
Le polveri sottili, l'ozono e altri inquinanti presenti nell'aria possono depositarsi sulla superficie cutanea e contribuire allo stress ossidativo.
Con il tempo ciò può tradursi in:
- incarnato spento;
- colorito irregolare;
- maggiore sensibilità;
- alterazione della barriera cutanea;
- accelerazione dei processi di invecchiamento.
Una detersione delicata ma accurata, soprattutto la sera, aiuta a rimuovere impurità, sebo ossidato e particelle inquinanti accumulate durante la giornata.
3. Lo stress cronico cambia anche la pelle
Lo stress psicologico non influenza soltanto il benessere mentale. Numerosi studi suggeriscono che livelli elevati e prolungati di cortisolo possano alterare diversi meccanismi biologici coinvolti nella salute della pelle.
Durante periodi di forte stress possono aumentare:
- sensibilità cutanea;
- rossori;
- disidratazione;
- imperfezioni;
- difficoltà nei processi di riparazione.
Molte persone notano infatti un peggioramento della pelle durante periodi lavorativi intensi, esami universitari o eventi emotivamente impegnativi.
4. Dormire poco accelera davvero l'invecchiamento?
Durante il sonno la pelle svolge importanti attività di riparazione e rinnovamento cellulare.
Una qualità del sonno insufficiente può contribuire a:
- aumento dello stress ossidativo;
- maggiore perdita di acqua transepidermica;
- pelle meno luminosa;
- occhiaie più evidenti;
- aspetto stanco.
Per questo motivo il sonno viene spesso definito uno dei migliori "cosmetici naturali".
5. Alimentazione e glicazione
Anche ciò che mangiamo può influenzare la salute della pelle.
Una dieta ricca di zuccheri semplici e alimenti ultraprocessati può favorire un fenomeno chiamato glicazione.
Durante questo processo alcune molecole di zucchero si legano alle proteine strutturali della pelle, come collagene ed elastina, rendendole progressivamente meno elastiche.
Il risultato può essere:
- maggiore rigidità cutanea;
- rughe più marcate;
- perdita di elasticità;
- invecchiamento precoce.
Un'alimentazione ricca di frutta, verdura, grassi insaturi e alimenti contenenti antiossidanti rappresenta invece un importante supporto per la salute generale della pelle.
6. Fumo e alcol
Il fumo di sigaretta rappresenta uno dei fattori ambientali maggiormente associati all'invecchiamento cutaneo.
Tra i principali effetti:
- riduzione dell'ossigenazione dei tessuti;
- aumento dei radicali liberi;
- degradazione del collagene;
- colorito spento;
- comparsa precoce delle rughe.
Anche il consumo eccessivo di alcol può favorire disidratazione, alterazioni della barriera cutanea e maggiore stress ossidativo.
7. Una skincare troppo aggressiva può favorire l'inflammaging?
Sì. Negli ultimi anni molti dermatologi hanno evidenziato come routine eccessivamente complesse possano compromettere la barriera cutanea.
L'utilizzo contemporaneo di numerosi attivi esfolianti o irritanti può determinare:
- rossori persistenti;
- bruciore;
- sensazione di pelle che tira;
- maggiore sensibilità;
- alterazione del microbiota cutaneo.
Una skincare efficace non è necessariamente quella con più prodotti, ma quella costruita in modo coerente e adatta alle esigenze della propria pelle.
Il microbiota cutaneo: un alleato spesso sottovalutato
La superficie della pelle ospita miliardi di microrganismi benefici che costituiscono il cosiddetto microbiota cutaneo.
Questo ecosistema contribuisce a:
- proteggere dai microrganismi patogeni;
- mantenere il corretto pH della pelle;
- supportare la funzione barriera;
- modulare la risposta immunitaria.
Quando il microbiota viene alterato da detergenti troppo aggressivi, eccessiva esfoliazione o fattori ambientali, la pelle può diventare più vulnerabile e predisposta a fenomeni infiammatori.
Come riconoscere i primi segnali dell'inflammaging
L'inflammaging non compare improvvisamente. I suoi effetti tendono a svilupparsi lentamente e possono essere inizialmente poco evidenti.
I segnali più comuni includono:
- pelle meno luminosa;
- colorito spento;
- perdita progressiva di elasticità;
- rughe sottili che diventano via via più marcate;
- sensazione di pelle secca anche dopo l'idratazione;
- maggiore sensibilità ai cosmetici;
- rossori ricorrenti;
- recupero più lento dopo esposizione al sole o piccoli stress cutanei.
Questi sintomi non indicano necessariamente la presenza di inflammaging, ma possono rappresentare un segnale che la pelle sta perdendo parte della propria capacità di mantenere l'equilibrio fisiologico.
La barriera cutanea: il primo sistema di difesa contro l'inflammaging
La barriera cutanea è composta da cellule e lipidi che lavorano insieme per limitare la perdita di acqua e proteggere la pelle dagli agenti esterni.
Quando questa barriera viene compromessa possono aumentare:
- disidratazione;
- sensibilità;
- irritazioni;
- ingresso di sostanze irritanti;
- risposta infiammatoria.
Proteggere la barriera cutanea significa creare le condizioni migliori affinché la pelle possa svolgere naturalmente le proprie funzioni di difesa e riparazione.
Un cambiamento di prospettiva
Per molti anni la cosmetica ha concentrato l'attenzione quasi esclusivamente sulla correzione delle rughe già presenti. Oggi la ricerca suggerisce un approccio differente: intervenire prima che il danno diventi evidente.
L'obiettivo della skincare moderna non è fermare il tempo, ma aiutare la pelle a conservare più a lungo il proprio equilibrio fisiologico.
Nel prossimo capitolo vedremo quali ingredienti cosmetici sono maggiormente studiati per supportare questo approccio e come costruire una routine skincare orientata alla skin longevity.
Come contrastare l'inflammaging: gli ingredienti cosmetici con il maggior supporto scientifico
L'inflammaging non può essere eliminato completamente, perché fa parte dei naturali processi biologici dell'invecchiamento. Tuttavia, una skincare ben formulata e uno stile di vita equilibrato possono contribuire a mantenere la pelle in condizioni ottimali e a ridurre l'impatto dei fattori che favoriscono l'invecchiamento precoce.
L'obiettivo non è cercare il prodotto "miracoloso", ma costruire una routine che protegga quotidianamente la barriera cutanea, favorisca l'idratazione e supporti i naturali meccanismi di difesa della pelle.
1. Niacinamide: uno degli attivi più completi della cosmetica moderna
La niacinamide, nota anche come vitamina B3, è tra gli ingredienti più studiati in dermatologia cosmetica.
I suoi principali benefici includono:
- supporto della barriera cutanea;
- miglioramento dell'idratazione;
- riduzione dell'aspetto delle discromie;
- aiuto nel controllo dell'eccesso di sebo;
- miglioramento della grana della pelle;
- azione antiossidante indiretta.
Per questi motivi viene spesso inserita nelle routine dedicate alla prevenzione dell'invecchiamento cutaneo.
2. Retinolo: il riferimento nella cosmetica anti-età
Quando si parla di skincare anti-age, il retinolo rappresenta uno degli ingredienti con il maggior numero di studi disponibili.
Utilizzato correttamente, può contribuire a:
- favorire il rinnovamento cellulare;
- migliorare la texture della pelle;
- attenuare l'aspetto delle rughe sottili;
- uniformare il colorito;
- migliorare progressivamente la luminosità della pelle.
È importante introdurlo gradualmente, soprattutto nelle pelli sensibili, seguendo una routine equilibrata e utilizzando sempre una protezione solare durante il giorno.
Approfondimento: Se desideri sapere come utilizzare correttamente questo ingrediente, leggi anche il nostro articolo dedicato al retinolo in estate e alla dermatite da retinolo.
3. Bava di lumaca: un ingrediente che continua a suscitare interesse
Negli ultimi anni la bava di lumaca è diventata uno degli ingredienti più apprezzati nella cosmetica funzionale.
È naturalmente ricca di sostanze come:
- allantoina;
- glicoproteine;
- collagene;
- elastina;
- acido glicolico in basse concentrazioni;
- mucopolisaccaridi.
Queste componenti contribuiscono a mantenere la pelle morbida, idratata e dall'aspetto più uniforme.
All'interno di una routine orientata alla skin longevity, la bava di lumaca può rappresentare un valido alleato per sostenere comfort e idratazione cutanea.
4. Acido ialuronico
L'acido ialuronico è una molecola naturalmente presente nella pelle, dove contribuisce a trattenere elevate quantità di acqua.
Con il passare degli anni la sua concentrazione fisiologica tende a diminuire.
Per questo motivo molti cosmetici lo utilizzano per:
- migliorare l'idratazione superficiale;
- rendere la pelle visivamente più distesa;
- ridurre la sensazione di pelle che tira;
- favorire il comfort cutaneo.
5. Peptidi biomimetici
I peptidi rappresentano una delle aree più promettenti della cosmetologia moderna.
Queste piccole sequenze di aminoacidi sono studiate per dialogare con la pelle e contribuire al mantenimento del suo equilibrio biologico.
Per questo motivo sono sempre più presenti nei cosmetici dedicati allo slow aging.
6. Ceramidi e lipidi fisiologici
Le ceramidi costituiscono una parte fondamentale della barriera cutanea.
Una pelle con una barriera integra tende generalmente ad apparire:
- più idratata;
- meno sensibile;
- più resistente agli agenti esterni;
- più luminosa.
Il loro impiego è particolarmente interessante nelle routine dedicate alle pelli secche o facilmente irritabili.
7. Antiossidanti: una difesa quotidiana
Gli antiossidanti aiutano a neutralizzare parte dei radicali liberi prodotti durante l'esposizione quotidiana a raggi UV, inquinamento e altri fattori ambientali.
Tra quelli più utilizzati troviamo:
- Vitamina C;
- Vitamina E;
- Niacinamide;
- Resveratrolo;
- Polifenoli vegetali.
Non sostituiscono la protezione solare, ma possono integrarne l'azione all'interno di una skincare completa.
Una routine skincare contro l'inflammaging
Mattina
- Detersione delicata.
- Siero antiossidante.
- Crema idratante.
- Protezione solare SPF 30 o SPF 50.
Sera
- Detersione accurata.
- Retinolo (quando indicato e ben tollerato).
- Siero idratante o lenitivo.
- Crema nutriente.
La costanza rappresenta uno degli elementi più importanti. Nessun cosmetico può compensare mesi di esposizione al sole senza protezione o una skincare discontinua.
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Lo stile di vita conta quanto la skincare
Anche il miglior cosmetico non può sostituire alcune buone abitudini quotidiane.
Per sostenere la salute della pelle è consigliabile:
- proteggersi ogni giorno dal sole;
- dormire un numero adeguato di ore;
- seguire un'alimentazione varia ed equilibrata;
- non fumare;
- praticare regolarmente attività fisica;
- gestire lo stress quando possibile;
- mantenere una skincare semplice ma costante.
I falsi miti sull'inflammaging
"L'inflammaging riguarda solo chi ha più di 60 anni"
Falso. I processi biologici che contribuiscono all'invecchiamento possono iniziare molti anni prima che i segni diventino evidenti.
"Serve usare tantissimi prodotti"
Falso. Una routine essenziale e ben formulata è spesso più efficace di una skincare composta da numerosi attivi utilizzati senza criterio.
"Le rughe dipendono solo dall'età"
Falso. Esposizione ai raggi UV, stile di vita, fumo, stress, alimentazione e predisposizione genetica influenzano tutti l'aspetto della pelle.
Nell'ultima parte troverai le domande più frequenti sull'inflammaging, una sintesi pratica, le conclusioni, il meta title, la meta description, l'URL SEO e una sezione FAQ ottimizzata per Google.
Domande frequenti sull'inflammaging (FAQ)
L'inflammaging è una malattia?
No. L'inflammaging non è una malattia, ma un termine utilizzato dalla ricerca scientifica per descrivere uno stato di infiammazione cronica di basso grado associato all'invecchiamento. Non rappresenta una diagnosi medica, ma un processo biologico studiato da numerosi ricercatori.
Da quale età inizia l'inflammaging?
Non esiste un'età precisa. Alcuni meccanismi biologici possono iniziare già dopo i 25-30 anni, ma la loro velocità dipende da fattori genetici, esposizione ai raggi UV, stile di vita, alimentazione, fumo, qualità del sonno e routine skincare.
Si può fermare l'inflammaging?
No. L'invecchiamento è un processo naturale e inevitabile. Tuttavia, è possibile contribuire a rallentarne alcuni effetti adottando uno stile di vita sano, proteggendo la pelle dai raggi UV e utilizzando cosmetici formulati con ingredienti adatti alle proprie esigenze.
Qual è il miglior ingrediente contro l'inflammaging?
Non esiste un unico ingrediente "migliore". Gli studi scientifici suggeriscono che una combinazione di antiossidanti, retinoidi, niacinamide, ceramidi, acido ialuronico e ingredienti che favoriscono il mantenimento della barriera cutanea rappresenti l'approccio più completo.
La protezione solare aiuta davvero?
Sì. L'esposizione ai raggi ultravioletti è uno dei principali fattori responsabili del fotoinvecchiamento. Applicare quotidianamente una protezione solare ad ampio spettro è una delle strategie più efficaci per preservare la salute della pelle nel lungo periodo.
La skincare può eliminare le rughe?
I cosmetici non eliminano completamente le rughe. Possono però migliorare l'aspetto della pelle, favorire l'idratazione, sostenere la funzione barriera e contribuire a rendere meno evidenti alcuni segni dell'invecchiamento quando utilizzati con costanza.
Qual è la differenza tra inflammaging e photoaging?
Il photoaging indica l'invecchiamento cutaneo causato principalmente dall'esposizione ai raggi ultravioletti. L'inflammaging è invece un processo biologico più ampio, influenzato da diversi fattori come stress ossidativo, alimentazione, sonno, inquinamento, stile di vita e fisiologico avanzare dell'età. I due fenomeni possono coesistere e sommarsi.
I punti chiave da ricordare
- ✔ L'inflammaging è una lieve infiammazione cronica associata all'invecchiamento.
- ✔ Non provoca necessariamente sintomi evidenti, ma può contribuire nel tempo alla perdita di elasticità e luminosità della pelle.
- ✔ I raggi UV rappresentano uno dei principali fattori che accelerano questo processo.
- ✔ Anche stress, fumo, alimentazione squilibrata, sonno insufficiente e inquinamento possono influenzare la salute della pelle.
- ✔ Una barriera cutanea integra costituisce una delle migliori difese naturali.
- ✔ La costanza nella skincare è più importante della quantità di prodotti utilizzati.
- ✔ La protezione solare quotidiana rimane il gesto cosmetico più efficace per contrastare il fotoinvecchiamento.
Conclusioni
L'inflammaging ci insegna che l'invecchiamento della pelle non dipende esclusivamente dal passare degli anni. Ogni giornata trascorsa al sole senza protezione, ogni periodo di forte stress, ogni notte insonne e ogni squilibrio della barriera cutanea possono influenzare, nel tempo, l'aspetto e il benessere della pelle.
La buona notizia è che molte di queste variabili sono modificabili. Una skincare costruita con attenzione, insieme a uno stile di vita equilibrato, può aiutare a mantenere la pelle idratata, luminosa e dall'aspetto sano più a lungo.
Non esistono formule magiche, ma esistono scelte quotidiane che possono fare la differenza nel tempo.
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